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ART TOUR BERGAMO. Tra "impermanenza" e street art

Il 23 aprile scorso NUMA è partita da Vicenza alla scoperta delle meraviglie artistiche, e talvolta celate, di Bergamo. Città ricca di storia, cultura e capitale di una delle squadre di calcio italiane più importanti, attrae molti turisti anche per la sua particolare paesaggistica e incantevoli vedute. NUMA, però, ha scelto di mettere in luce l’arte contemporanea che caratterizza Bergamo, accompagnando i partecipanti dell’art tour in primis alla GAMeC (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea), all’interno della quale era esposta la terza “Collezione Impermanente”, esposizione temporanea e in via di definizione, caratterizzata dalla doppia curatela del museo in sinergia con il pubblico stesso. L’esposizione prevedeva un mix di opere realizzate da artisti contemporanei internazionali che affrontano concetti quali il respiro, la famiglia, la sempre più scarsa privacy ai giorni nostri, la potenza e importanza dei brand nella nostra quotidianità, i vestiti e il loro potere di farci sentire attraenti e a nostro agio, ma anche temi più malinconici come la solitudine. Oltre al significato delle varie opere, era notevole la diversità dei materiali, alcuni più semplici come tubi di spugna per galleggiare, ceramica e materiali propri degli operai, altri più complessi come schermi o ventole d’aria, ma tutti in grado di trasmettere il proprio messaggio in maniera chiara e allo stesso profonda, capacità propria e che distingue l’arte contemporanea. Le opere della collezione sono state suddivise in sale o “distretti”, ciascuno in grado di accomunare tramite un concetto ben definito le opere al suo interno. La prima sala visitata, ad esempio, ossia la sala 6, gioca sugli elementi di geometria ed astrazione, stasi e movimento, bianco e nero o policromia. Mentre, la sala 9 è dedicata alle opere che esplorano la poetica dell’oggetto: dalle videoinstallazioni di Anna Franceschini che indagano l’architettura dello sguardo, passando per le incisioni di Gianfranco Ferroni che riflettono sul senso dell’esistenza, fino agli oggetti da lavoro di Bruno Ceccobelli che, assemblati e contestualizzati, assumono nuovi significati. Tutti modi per esprimere l’affascinante relazione esistente tra soggetto e oggetto.

Molto interessante per quanto riguarda i materiali è l’opera “Senza titolo” (2001) di Pablo Reinoso: composta da una serie di cuscinetti bianchi disposti in griglia rettangolare su ciascuno dei quali è posta una piccola ventola che, alimentata a corrente, gonfia ogni singolo riquadro emulando l’atto di respirare, atto universale, ma inconscio, che evoca il passare del tempo e la precarietà dell’esistenza.

Oppure, curiosa per quanto riguarda la creatività propria dell’artista è l’opera “Nikko” (2002) di Roland Fischer, il quale ha deciso di ritrarre la facciata di un albergo di Parigi, da cui prende il nome l’opera. Fischer isola la facciata fotografata dal resto dell’edificio con l’intento di far emergere linee e grafismi, pattern e colori, fino a perdere il riferimento con la struttura originale.

Nel pomeriggio, NUMA ha proposto ai partecipanti un “mini tour” della parte bassa della città, in particolar modo dei contesti di natura complessa come la stazione, i quartieri vicino le scuole e i centri giovanili per andare a scoprire insieme ad una guida turistica delle opere d’arte spesso non notate, ossia la coloratissima e vivace Street Art. A Bergamo, infatti, sono presenti interi murales realizzati da artisti di tutto il mondo come Bastardilla, Ericailcane e Joao Samina, che con la loro arte sono riusciti a riqualificare delle aree prive di particolari attenzioni. Il fatto interessante è che ogni singolo graffito corrisponde al contesto di cui fa parte, ad esempio nel quartiere delle scuole vi è una street art dell’artista colombiana Bastardilla che raffigura un ragazzino nell’atto di leggere delle pagine di un libro su cui vi sono appoggiate diverse lucciole con visi umani, come se fossero dei professori che guidano il fanciullo nella tortuosa via della formazione. La Rondine sul Filo Spinato di Ericailcane, uno dei più importanti artisti urbani italiani, parla di accoglienza, migrazione, precarietà, desiderio di restare e difficoltà nel lasciare la propria terra. Il progetto Faccia a Faccia dell’artista portoghese Samina è stato ideato in collaborazione con l’associazione Pigmenti e consisteva nella creazione di 10 stencil tra le vie del quartiere Redona di Bergamo raffiguranti altrettanti volti di abitanti del quartiere. Ancora oggi molti degli stencil sono in perfette condizioni.

In questa breve, ma intensa, giornata NUMA ha organizzato ed è stata in grado di proporre ai partecipanti dell’art tour un approfondimento della propria conoscenza nell’ambito dell’arte contemporanea in due ambienti totalmente diversi, uno più tradizionale e l’altro più innovativo, il tutto circondato dalla possibilità di visitare una città incantevole come Bergamo. (Sabrina G., stagista Università Ca' Foscari Venezia presso NUMA a.a. 2021/2022) Photo courtesy Claudia Zanini