Mirta Caccaro

Vicenza, 1968. Si occupa di pittura, incisione, illustrazione, xilografia, ceramica e scenografia

Diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, inizia la sua carriera espositiva nel 1989, occupandosi di pittura, incisione, illustrazione, xilografia, ceramica e scenografia ed esponendo le sue opere in occasione di mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero.
Le sue numerose esperienze nazionali ed internazionali le permettono di defilare un curriculum che la porta ad essere riconosciuta ed apprezzata in tutto il territorio italiano e non solo. Gli anni in cui frequenta l’Accademia sono per lei un momento di sperimentazione e di scoperta: l’approccio a differenti tecniche espressive, l’interazione e lo scambio con altri studenti ed insegnanti portano Mirta verso la delineazione della sua personale ricerca espressiva, fatta di fusione fra figura, spazio e colore. Tra le personali si ricorda le esposizione presso la Galleria Sante Moretto a Cavazzale e presso la Galleria “Liba” a Pontedera, Pisa. Nel 1996 partecipa anche alla Fiera Internazionale del Libro di Bologna e all’Hitabaschi Museum di Tokio e, nel 2000, alla Biennale Internazionale d’Illustrazione di Teheran. Nel 2011 ha modo di collaborare con la casa editrice Damocle Edizioni (Venezia) per l’illustrazione di alcuni libri ed è invitata ad esporre alla Mostra Internazionale di Libri d’Artista Fogazzaro-Andric (Schio, Vicenza). Frequenta da anni la Stamperia d’Arte Busato, con la quale ha realizzato la Cartella per la Regione nel 2006. Oltre ad essere artista, Mirta è docente di Educazione Artistica.

Pittrice e plasmatrice, abilissima nell’arte incisoria e sui più svariati supporti, vanta un nutrito curriculum di titoli e premi, con i quali per l’alto profilo estetico dimostrato è stata avvalorata la sua congenita vocazione d’arte. In indomita sperimentazione e con esiti davvero autentici, la Caccaro si è misurata nelle molteplici tecniche, combinandole e piegandole ad una sintesi figurale nel colore, il vero motore-anima della sua espressività, al quale assegnare l’onere della figuratività e del contenuto. I suoi lavori, spesso di grandi dimensioni, sono caratterizzati dalla velocità esecutiva della pennellata densa e compatta; sono composti da figure semplici, quasi astratte, dalle larghe campiture scelte tra i toni caldi della tavolozza: i rossi, i gialli e i viola accesi del colore sintetico vengono spesso amalgamati a terre e pigmenti dorati. Le figure semplificate bidimensionali occupano la superficie sostenute dall’energia del segno stilizzato, scorrevole, costante ed autonomo, privo di flessioni, preciso nella forza dei contorni. Al colore non resta che campire appiattito nelle superfici ritagliate. Segni neri a nastro, a fettuccine simili ad emissioni fluide scivolano sull’intera superficie con un’energia costante e la percorrono dando luogo ad uno sfondo da moti lineari, sciolti e snodati. I soggetti provengono da un bestiario favolistico, tra i quali il cavallo e il gatto, che a volte si fondono a formare un nuovo unico essere, assumono il ruolo di firma dell’artista stessa. L’astrattismo colorato, presente nelle sue opere, non è mai fine a sé stesso, ma nasce da uno stretto legame che instauro con la natura, con il magico mondo degli animali: e l’animale per eccellenza, richiamato e spesso percepibile tra i segni sinuosi e le campiture di colore, è il cavallo, con la sua forza elegante e quell’idea di libertà che sempre lo accompagna. Scaturita da un’immagine reale, l’idea si concretizza però sul supporto scelto in modo graduale, i contorni si fanno stilizzati, le linee si compenetrano, si sintetizzano, fino a perdere, apparentemente, qualsiasi connessione con l’esistente. La grafica si presta ad essere letta dallo spettatore in mille modi diversi: ognuno riconoscerà il suo pezzettino di mondo, o si sentirà emotivamente e psicologicamente parte di un tutto con cui instaurare un profondo, intimo rapporto.

Mirta Caccaro